
Opera realizzata con tecnica one line in filo di alluminio, applicata su una stampa fotografica dei vicoli di Napoli attraversata da un bagliore arcobaleno. Creata in occasione dello spettacolo “Oltre le note”, per il monologo “Napule è mille culur” scritto da Nanna de Matteis e interpretato da Maria Luisa Bastevole, il soggetto è Eduardo De Filippo colto al balcone, nel gesto quotidiano di chi osserva la sua città dall’alto.
Il filo continuo disegna il volto e le mani di Eduardo, staccandosi dallo sfondo fotografico dei vicoli, panni stesi, architetture stratificate dal tempo e creando un dialogo tra il segno che sintetizza e l’immagine che documenta.
Il bagliore arcobaleno attraversa la composizione come se la luce stessa portasse con sé l’eco delle note musicali che si intravedono nell’aria, richiamo diretto al teatro e alla parola di Eduardo.
Materiali: filo di alluminio, stampa fotografica
Tecnica: one line
Occasione: creata per lo spettacolo “Oltre le note” monologo “Napule è mille culur” di Anna de Matteis, interpretato da Maria Luisa Bastevole
Il significato dietro l’opera
“Napule dint’a ll’addore d’o ccafè” nasce da un’idea precisa: Napoli non si racconta solo con le immagini, ma con gli odori, i suoni, i ricordi che restano addosso a chi la vive. Il caffè, in questo senso, non è solo una bevanda: è un rito quotidiano, un profumo che esce dai bassi e si mescola all’aria dei vicoli. Eduardo De Filippo appare al balcone non come icona da manuale, ma come presenza viva la stessa presenza che il monologo “Napule è mille culur” restituisce a parole, tra musica e teatro. Il filo che disegna il suo volto diventa il punto in cui la memoria collettiva di una città e di un uomo si fa segno, linea, forma che resta.
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